Primo giorno di study tour

Dal primo momento in cui il primo speaker ha parlato, è subito emerso quanto qui tutto ruoti intorno al tempo… tutto è veloce.

Qualsiasi idea uno abbia, probabilmente in Silicon Valley stanno lavorando alla stessa cosa dalle 20 alle 50 startup.
Il vincitore di questa “battaglia” è proprio il primo che arriva sul mercato.

A dircelo sono tre figure di spicco (di cui non posso fare il nome), tutti vertici di grandi società, presso Carr&Ferrell, studio legale in Menlo Park a due passi da Facebook (fra l’altro cliente dello studio).

Lo studio si occupa di brevetti, proprietà intellettuale. Uno degli avvocati ci racconta che le classiche richieste sono di pratiche per blockchain, internet of things e cybersecurity. Il machine learning non è stato citato perché è la normalità.

Successivamente veniamo introdotti alla cultura della Silicon Valley: l’avvocato stesso, si veste in t-shirt e flip-flop per ricevere i clienti. L’unico caso in cui si veste in giacca e cravatta è quando deve presentarsi davanti ad una corte.

Secondo appuntamento della giornata è a Stanford. Il professore di Material science  ci porta in giro per il campus e successivamente al dipartimento di engineering.

Ed è proprio in questo dipartimento dove troviamo il primo server di Google, la cui scocca è costruita di Lego nella parte superiore.

Ultimo incontro è in una sede di LinkedIn. Qui ci ricevono 5 italiani con mansioni differenti all’interno dell’azienda.
La sede ha su ciascun piano una sala con cibo gratis per tutti i dipendenti e addirittura una sala svago con tavolo da ping-pong e videogiochi.

I dipendenti possono entrare ed uscire da lavoro come e quando vogliono, le ferie sono infinite e i viaggi rimborsati.
Addirittura è presente una vending machine i cui prodotti sono cuffiette, mouse, tastiere, alimentatori e adattatori: tutto gratis per i dipendenti.
Ma qual è il significato e la convenienza dal punto di vista dell’azienda?
L’azienda ha reputato più conveniente dare gratis tali prodotti, analizzando la perdita di produttività e tempo di un dipendente che non riesce a lavorare per via della mancanza o inefficienza di uno degli strumenti di lavoro.

 

Sbaglio o qualcuno non ha forse detto: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità “? 😉

La giornata termina con una cena da Whole Foods: compagnia comprata da Amazon.
Il bello di mangiare lì è che ciascuno può crearsi il menu a seconda dei propri gusti.
Non importa quale cibo si inserisca nella scatola di cartone: si paga a peso. Il costo è di 9,99$ alla libbra.

 

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