L’origine (0;0)

Ciao, sono Lorenzo, studente di Informatica all’Università di Genova e appassionato di tecnologia. Sono nato a Torino, ho 20 anni e da 14 vivo a Genova. 

Sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli per imparare qualcosa. Da un anno sono anche studente ISICT (Istituto Superiore Information Communication Technology), istituto di eccellenza che offre corsi business-related. Grazie a quest’esperienza, da ottobre 2017 sto lavorando come fondatore alla startup Estro.

Questo blog ha il fine di condividere con il mondo i giorni del Silicon Valley Study Tour, preziosa occasione di una settimana in cui una trentina di ragazzi selezionati da tutta Italia prendono contatto con le realtà imprenditoriali più innovative della Silicon Valley.  Potrò conoscere la vision di aziende quali Google, Facebook e Università del calibro di Stanford e Berkeley. Il merito va a Marco Picarella che durante una telefonata ricca di stimoli e spunti ha avuto questa brillante idea.

Racconterò i giorni della preparazione, del tour e anche del post tour: forse la parte più importante, in cui potrò attuare a livello locale il bagaglio acquisito.

Iniziamo!

Estate del 2016
Era l’estate genovese di due anni fa, quando, in cerca di stimoli, scopro l’esistenza del Silicon Valley study tour su Facebook.
Era ancora troppo presto per partecipare: uno dei requisiti è essere studenti universitari. Decido comunque di salvare il sito fra i preferiti per visitarlo ogni tanto e tenermi aggiornato, nell’attesa di soddisfare i requisiti. Nel frattempo chiedo l’amicizia al founder, Paolo Marenco.

29 giugno 2018
Presentazione ufficiale del progetto diGenova presso il comune di Genova
Tengo un breve intervento per raccontare il contributo che ho dato al progetto. Termina la conferenza e Paolo si rivolge a me esordendo con un: “Ti porto io in Silicon Valley”.

Immaginate la mia emozione!

Sapeva chi io fossi e a cosa stessi lavorando insieme ad altri ragazzi: una startup di tecnologie riabilitative per soggetti che soffrono di disturbi dello spettro autistico.
La sua proposta mi aveva onorato, ma ecco che sorgeva il primo problema: come recuperare i soldi per il viaggio senza gravare sui miei genitori? Escluse soluzioni più o meno legali, non restava che chiedere contributi a tutti coloro che credessero in me.
Il metodo più elegante mi è sembrato il crowdfunding, un “processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni”.
Solitamente le campagne di crowdfunding sono bilaterali: l’individuo dona e in cambio ottiene qualcosa… ma cosa offrire in cambio visto che si tratta di un viaggio studio?
Consultandomi con amici e parenti sono emersi i seguenti beni: cartolina, souvenir oppure una inspiring speech su quanto appreso durante i giorni del tour.

A presto, con l’avventura del crowdfunding…ahi!

 

Altre informazioni sulla Silicon Valley su Wikipedia italiano e inglese (più approfondito)

 

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