• L’unità didattica si suddivide in tre parti: lezione biologia vegetale all’aperto lungo l’argine e
    presentazione delle specie presenti; raccolta delle foglie e loro essiccazione:
    classificazione e costruzione dell’erbario
    Obiettivi: conoscenza della biologia vegetale e costruzione di un erbario. Conoscenza del
    paesaggio e l’importanza di un comportamento ecologico per preservarlo.
    Strumenti: quaderni, libro di testo, materiale per il laboratorio, pc e tablet per la
    costruzione dell’erbario e del Padlet
    Compiti: studio in classe e a casa. Per il laboratorio: raccolta di foglie e costruzione
    dell’erbario.
    Tempi:
    4 ore: Tassonomia e nomenclatura.Evoluzione e diversità dei vegetali. Studio e
    lettura del paesaggio vegetale. Significato e storia degli erbari.
    1 ora: Come si realizza un erbario: lezione teorica
    2 ore: Camminata lungo l’argine: raccolta e foto, essiccazione, conservazione delle
    foglie.
    3 ore: Costruzione dell’erbario con l’utilizzo di pl@ntnet per la classificazione
    1h : verifica delle conoscenze e valutazione dell’artefatto
    La metodologia applicata è stata quella del cooperative learning, del learning by doing, il
    ruolo dei docenti è stato soprattutto quello di osservatori e facilitatori dell’apprendimento.
    Anche il lavoro digitale finale è stato progettato e gestito insieme ai ragazzi. L’erbario è
    stato costruito con l’utilizzo dell’app pl@ntnet.
    L’obiettivo dell’attività è quello di riportare l’attenzione degli studenti/esse sul grande
    significato delle piante, come oggetto didattico, formativo ed informativo particolarmente
    ricco di significati, di sensazioni e di possibilità applicative. Le piante possono condurci a
    ripercorrere la storia e la crescita culturale, sociale ed economica della nostra comunità;
    sono il più efficace mezzo di lettura del paesaggio e permettono una concreta conoscenza
    naturalistica del territorio; si prestano ad innumerevoli osservazioni, facili da realizzare e
    con l’ausilio di semplici attrezzature; possono fornire un’occasione per esperienze pratiche
    a qualsiasi livello didattico. La semplice realizzazione di una raccolta d’erbario costituisce
    una delle attività didattiche più facili da realizzare, stimola l’osservazione del mondo
    vegetale e del paesaggio, rappresenta l’indispensabile fase preliminare in ogni programma
    di conoscenza e di studio dell’ambiente e del territorio, è adattabile a tutti i livelli scolastici,
    attraverso un approccio via via più rigoroso e scientifico.
    In ambito scientifico, è fondamentale dotare gli allievi delle abilità di rilevare fenomeni;
    porre domande; costruire ipotesi; osservare, sperimentare e raccogliere dati; formulare
    ipotesi conclusive e verificarle. Ciò è indispensabile per la costruzione del pensiero logico
    e critico e per la capacità di leggere la realtà in modo razionale, senza pregiudizi,
    dogmatismi e false credenze.
    Per il conseguimento di questi obiettivi è indispensabile una didattica delle scienze basata
    sulla sperimentazione, l’indagine, la riflessione, la contestualizzazione nell’esperienza,
    l’utilizzo costante della discussione e dell’argomentazione. “La ricerca sperimentale,
    individuale e di gruppo, rafforza nei ragazzi la fiducia nelle proprie capacità di pensiero, la
    disponibilità a dare e ricevere aiuto, l’imparare dagli errori propri e altrui, l’apertura ad
    opinioni diverse e la capacità di argomentare le proprie.”
    L’uso dell’app PL@NTNET:
    La mia didattica utilizza nella sua quotidianità qualsiasi strumento possa arricchire le mie
    lezioni e facilitare l’apprendimento. I ragazzi hanno installato l’app sul loro device e con
    facilità hanno appreso il funzionamento di Pl@ntnet.
    Poiché è possibile impostare la lingua, questa possibilità è stata d’aiuto anche per i miei
    alunni che ancora stanno seguendo un percorso di alfabetizzazione, poiché hanno potuto
    scegliere l’inglese (possibilità di un percorso interdisciplinare?).
    L’applicazione dà la possibilità di classificare la pianta non solo partendo dal
    riconoscimento della foglia, ma anche dal fiore: è quindi preferibile programmare l’attività
    in primavera. Qualora la classificazione della pianta sia difficoltosa attraverso l’immagine
    della foglia, si ha quindi una seconda possibilità di classificare attraverso il fiore.
    E’ possibile ampliare le informazioni grazie al collegamento a wikipedia, con habitat e
    diffusione, storia e coltivazione.
    Un’obiezione che mi è stata fatta è che lo studente non mette in gioco la sua capacità di
    ricerca dell’informazione: ciò non è vero, in quanto allo studente vengono proposte diverse
    alternative di classificazione. Il ragazzo deve poi fare una cernita in base alla ubicazione
    della pianta di cui ha raccolto la foglia; a volte deve restringere ulteriormente la ricerca
    utilizzando il fiore o addirittura, se possibile, con il seme.
    Se ben utilizzata, questa app è un ottimo strumento di ricerca: poiché l’alunno usa il suo
    telefono, è incentivato a proseguire il lavoro anche oltre l’orario scolastico. Devo dire che
    anche i genitori hanno voluto provare: mi riferiscono che è stata stimolata la loro curiosità
    nel riconoscere le specie vegetali che fino ad ora avevano visto, ma che non avevano mai
    stimolato il loro interesse.
    Ogni scheda è stata poi raccolta in un quaderno: avendo sempre a disposizione l’app
    Pl@antnet, gli studenti proseguiranno il lavoro durante le vacanze estive, classificando
    alcune specie vegetali presenti nelle località che visiteranno durante le vacanze.

 

 

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