STEM E DIDATTICA.

di Anna Rita Silenzi

Le lauree scientifiche sono da sempre le meno scelte dagli studenti eppure sono quelle che hanno più sbocchi lavorativi. Formano figure che sono sempre più richieste in una società in costante sviluppo tecnologico. Le motivazioni hanno radici profonde e molto radicate nel contesto sociale in cui viviamo. È convinzione comune pensare alla matematica come “la bestia nera” degli studenti, famiglie che compiangono i poveri figlioli perchè come loro non sono portati per la matematica eppure l’intelligenza numerica è la più primitiva del nostro percorso evolutivo ed è la più profonda. Come non smette mai di ricordare la prof.ssa Daniela Lucangeli ordinario di Psicologia dello sviluppo presso l’Università degli Studi di Padova, l’intelligenza numerica nel nostro cervello si posiziona vicino all’amigdala parte del cervello che gestisce le emozioni e in particolar modo la paura. Le ragioni evolutive di questa prossimità risalgono alle nostre origini animali e ci hanno permesso di sopravvivere nel lungo percorso della selezione naturale. Tuttavia questa connessione fisiologica ed anatomica in un percorso di apprendimento, se non correttamente gestito, provoca traumi e blocchi che difficilmente si riescono a superare, lasciando l’individuo in un senso di inadeguatezza e paura verso tutte le discipline matematiche. Cosa allora permette di superare la paura e riuscire nei compiti matematici? Le emozioni positive! Il nostro sistema sociale e scolastico fin dai primi giorni di vita esercita nel bambino solo una parte della sua intelligenza, quella verbale, mentre si rimanda alla scuola primaria l’esercizio dell’intelligenza numerica, questo determina uno sbilanciamento formativo. Come piace dire alla sopracitata professoressa “immaginate cosa accadrebbe se lasciassimo un bambino senza stimolarlo a parlare o farlo pochissimo fino a 6 anni!” È questo quello che purtroppo soventemente accade ai nostri ragazzi e che è capitato probabilmente anche a noi.

Questa ampia premessa perchè si vuole porre le basi di un cambiamento.

Parole d’ordine per un approccio positivo ed efficace in queste discipline sono Motivare, Coinvolgere e Divertire! L’attivazione emozionale favorisce la creazione di memorie durature, il potere del sorriso è sorprendente per la sua forza a far apprendere.

È ben nota oramai l’importanza strategica dell’insegnamento delle materie STEM per lo sviluppo sociale di un paese ed è ancor più risaputo quanto esse siano importanti se rivolte ad una platea più eterogenea possibile. Il futuro dell’industria e dell’economia si basa sulla creatività digitale, sullo sviluppo di tecnologie sempre nuove che offrano soluzioni nei molteplici campi. Conoscenza tecnologica ed informatica non più relegata ad un pugno di tecnici nerd, ma al servizio di una comunità molteplice. Le STEM rappresentano gli argomenti chiave di una education che guarda avanti, orientata a crescere individui capaci di competere, reagire e gestire il futuro sconosciuto ed incerto. Per puntare a questo è necessario far fare esperienze positive e gratificanti ai ragazzi ed alle ragazze già dall’infanzia per continuare nell’adolescenza quando si iniziano a definire passioni ed interessi. Alla base delle STEM c’è la ricerca, la curiosità, la voglia di scoprire e creare cose nuove, la passione per il bello e per l’ordine, l’uso della regola come cammino per poter arrivare a strade inesplorate.

Inoltre vanno elusi stereotipi come quello di genere che vorrebbe le ragazze meno predisposte per la matematica e meno inclini alle facoltà scientifiche dei compagni maschi. Proporre approcci didattici che indirizzino ragazzi e ragazze verso le discipline scientifiche svolge un ruolo fondamentale per la costruzione della società del domani. Le caratteristiche specifiche di ciascun individuo, la creatività tipica del genere femminile sono elementi di cui la scienza e la tecnologia sa di non poter fare a meno, come lo sanno i governi che appunto promuovono sempre più percorsi formativi su queste tematiche per garantirsi uno sviluppo economico e tecnologico futuro.

La didattica e gli insegnanti formati possono fare la differenza, far apprezzare le discipline STEM a partire dal concreto, dal laboratorio, dal fare per arrivare alla teorizzazione o modellizzazione di concetti altrimenti astrusi e soprattutto partendo dall’errore!

Nelle scienze sperimentali l’errore è da sempre stato visto positivamente perchè dall’errore si può ripartire per tracciare la strada corretta. Nella ricerca l’errore non viene abiurato e nascosto, ma viene addirittura calcolato. L’esperienza comune fatta tra i banchi di scuola conduce soventemente alla paura di sbagliare. Ragazzi inibiti dal fare, che restano troppo spesso spettatori estraneati dalla realtà che li circonda proprio perchè reduci da esperienze di errore mortificanti. L’approccio conoscitivo delle STEM procede per tentativi ed errori, l’errore come elemento positivo che mi permette e mi obbliga a ripartire e riprendere le mie ipotesi e di ragionarci. La capacità di comprendere l’errore e il coraggio di annunciarlo valgono più di ogni altra cosa nella scienza. E la fanno avanzare!

Condivido l’attività didattica “Il mio profumo” che coinvolge questi aspetti . Si tratta di un percorso laboratoriale e di ricerca quali dimensioni costitutive e irrinunciabili del sapere scientifico, sia in relazione all’obiettivo di mantenere alta la motivazione ad apprendere sia in relazione allo sviluppo di specifiche abilità e attitudini connesse all’attività sperimentale.

Attraverso il laboratorio gli studenti vengono stimolati con domande e sollecitatati a dare risposte. Nell’ideazione ho tenuto conto di tutti questi fattori, inoltre volevo superare la riduzione della matematica a “scienza dei numeri” (aritmetica, algebra), preferendo una prospettiva centrata sul ragionamento e quindi sulla logica. Intendevo altresì evitare l’estrema formalizzazione propria della matematica pura, trovando una via di comunicazione con gli ambiti che consentono un utilizzo reale della matematica. Con questo laboratorio mi proponevo la conquista del sapere teorico sottostante le attività. Infine ho voluto anche dare uno spazio ai saperi non funzionali senza enfatizzare troppo il principio di utilità. Ogni esperienza che arricchisce la vita personale, richiede di essere comunicata così da essere fattore di condivisione. Creare un profumo per una persona cara (mamma, nonna, zia…) avrebbe indirizzato l’agire didattico verso saperi di valore formativo.

Titolo dell’attività: I miei profumi

Sintesi dell’attività: I ragazzi, dopo aver realizzato delle soluzione alcoliche profumate e concentrate, effettueranno diluizioni e miscelazioni per creare il proprio profumo che poi confezioneranno e porteranno a casa in occasione della festa della mamma.

Scuola Classe
Secondaria di primo grado 1/2
Disciplina/e Ambito disciplinare
Scienze

Matematica

Musica

Italiano

Arte

Scientifico/espressivo
Conoscenze Abilità
Miscugli e soluzioni

Conoscere gli strumenti di laboratorio

Il numero

L’errore

Concetto di misura e sua approssimazione

Principali strumenti e tecniche di misurazione

Strumenti di misura adeguati alle esperienze affrontate

Usare strumenti di misurazione

Usare gli strumenti di laboratorio

Capacità di calcolo

Riconoscere e saper usare l’errore

Eseguire una esperienza seguendo il metodo scientifico

Risolvere situazioni problematiche

PREREQUISITI
Conoscere il metodo scientifico, conoscere il concetto di misura e i principali strumenti di misura, Conoscere e saper eseguire le quattro operazioni in N
METODOLOGIE UTILIZZATE PER L’INSEGNAMENTO –APPRENDIMENTO

 

METODOLOGIE DI SUPPORTO per alunni  BES (Direttiva del 27/12/12, C.M. 8/2013).
•       Individuazione degli errori come momento di riflessione

•       Brainstorming

•       Cooperative learning

•       Peer tutoring

•       Problem Solving

•       Didattica laboratoriale, costruzione di modelli

•       Compito di realtà

 

Oltre a quelle elencate che supportano già gli alunni BES si provvederà a:

 

·         Organizzare di gruppi eterogenei ed inclusivi

·         Uso della calcolatrice come strumento compensativo

 

OCCORRENTE PROCEDIMENTO
Alcool puro

Piante e parti di piante aromatiche secondo disponibilità e fantasia (menta, lavanda, cocco, cannella, agrumi, mughetto….)

Mettere in infusione per almeno 15 giorni l’elemento aromatico con l’alcool.

Trascorso il tempo di infusione filtrare la soluzione alcolica

Diluire le profumazioni mono aromatiche con acqua in rapporto 1:4

Creare profumazioni miste secondo gusto e fantasia

 

 

Vai alla barra degli strumenti