Mi piace fissare come Lezione 20, raccontando una serie di esperienze concrete sull’uso di Raspberry e Scratch alla Scuola primaria. Mi piace farlo dando parola ad una maestra, Elena Moretti, che lo utilizza con i suoi studenti da diverso tempo.

Buona lettura!

 

Raspberry alla scuola primaria

Elena Moretti

Ebbene si! Il Raspberry Pi si usa alla scuola primaria, è il punto di arrivo di un percorso (tinkering e programmazione) e l’inizio di un altro (robotica didattica).

Ma partiamo dall’inizio…

Nella scuola primaria, seguendo le indicazioni pedagogiche di Papert, si da molto spazio alla creazione usando le mani, allo sperimentare toccando i materiali, all’apprendere concetti ragionando sulle situazioni e il tinkering è un approccio laboratoriale che ci permette di raggiungere questo risultato.

Iniziamo dando vita a materiali di recupero che sembrano inutilizzabili e li animiamo con motorini, LED, batterie, pannelli solari, ecc. prendendo così confidenza con questi nuovi componenti che ci aiutano a realizzare il nostro progetto.

Prendiamo confidenza con i LED e le resistenze per introdurre in maniera sperimentale la legge di Ohm; farli ragionare sulla quantità di corrente che circola in un semplice circuito e sul valore dell’alimentazione di cui abbiamo bisogno, senza bruciare il LED!

Parallelamente all’attività di tinkering si lavora con la programmazione visuale con Scratch, si introduce il bambino al ragionamento computazionale che ci permette di dialogare con i computer, di far fare loro quello che vogliamo noi.

Essendo Raspberry un computer si può utilizzare Scratch direttamente su di esso. Raspberry, poi, contiene già di default un gioco che i bambini adorano: Minecraft, che stimola il desiderio di accenderlo!

Scaricando su Raspberry la versione Scratch GPIO è possibile alimentare ed integrare i componenti elettrici che abbiamo conosciuto tramite le attività di tinkering ed è così che nasce spontaneamente dai bambini il desiderio di provare a dare una vita organizzata a quei componenti.

L’attività più immediata è proprio l’accensione dei LED. Inizialmente in maniera statica tramite l’uscita 5V e una resistenza, poi tramite i pin programmabili (GPIO21, GPIO23, ecc.) e un programma realizzato dai bambini su Scratch GPIO.

Ecco il semaforo programmato con Scratch in cui i tre colori del semaforo si intervallano e permettono al gatto di attraversare la strada quando il semaforo è verde.

Questo è un approccio costruttivo alla robotica didattica, dove non si usano attrezzature (quali robot, computer, ecc.) come semplici fruitori passivi ma si diventa utilizzatori attivi della strumentazione che si ha a disposizione.

Tutto qui? No….

Raspberry permette anche di scoprire il mondo fisico circostante utilizzando dei sensori.

Questo è il nostro Coderbot che tramite gli infrarossi, la videocamera, l’altoparlante ed lo scanner ci permette di fotografare, filmare, parlare, seguire linee ed evitare ostacoli! E’ il nostro amico interattivo!

Coderbot si programma e si comanda tramite Blockly, un programma visuale molto simile a Scratch quindi direttamente utilizzabile dagli studenti.

Si connette il computer alla rete wifi del Coderbot e lo si programma online. Questo è quello che i bambini imparano per poter interagire col robot (condizione necessaria affinchè il Coderbot possa eseguire i nostri comandi), mentre in realtà vi è una “preparazione” apposita del Raspberry, alloggiato sul Coderbot, in cui vengono installati librerie e moduli che permettono il funzionamento di tutti i sensori applicati su Raspberry. Questa parte tecnica è stata svolta quasi tutta in classe ma è stato l’insegnante che ha eseguito i comandi e installato i componenti software.

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