di Marco Picarella.

 

Nuova sperimentazione con la lentina microphonelens applicata allo smartphone, che questa volta è un HUAWEI P8 MATE.

Qui di seguito riporto alcune caratteristiche di questo potente dispositivo relativamente alla parte ottica che è quella che ci interessa di più in questo frangente:

  • Display 6,0″, FHD, 1080p (1920*1080), 368ppi, 16,7M colori, saturatione 95%, Contrasto 1500:1
  • Camera Principale: 16MP, F/2.0, OIS (Stabilizzatore Ottico d’Immagine), BSI CMOS, Flash a doppia tonalità di colore, Autofocus: PDAF+CAF, Zoom Digitale fino a 4x, Risoluzione Foto: max 4608 x 3456 pixel, Risoluzione Video: fino a 1080p, 60 fps
  • Camera Frontale: 8MP, F/2.4, Risoluzione Foto: max 3264 x 2448 pixel, Risoluzione Video: fino a 1080p, 30 fps

Microphonelens è stata applicata alla camera principale.

Il motivo di questa sperimentazione risiede nel fatto che da qualche giorno il mio acquario d’acqua dolce tropicale da circa 200 litri è invaso da una chiocciolina tipica di questi ambienti.
Si tratta del genere Physa (forse Ph. marmorata), un mollusco gasteropode polmonato della famiglia Physidae
È un tipico abitante degli acquari nei quali arriva prevalentemente sotto forma di uova attaccate alle piante acquistate in negozio.
Si nutre di alghe e foglie morte e non tocca le piante dell’acquario; anzi passa la giornata a pulirne accuratamente le foglie
.

Nel mio acquario  vivono ormai da circa 30 anni con fasi alterne cianobatteri che sono riuscito a classificare con ragionevole certezza come Geitlerinema splendidum. Si tratta di una specie filamentosa, cioè le singole cellule di forma quasi quadrata e lunghe qualche μm sono attaccate una di seguito all’altra; forma delle estese patine (in inglese vengono definite “mats”, cioé feltri) di un colore verde smeraldo molto appariscente.
Queste patine si trovano un po’ dappertutto: sulle foglie larghe delle piante, sui sassi e sui legni di decorazione, sul ghiaietto del substrato e sui vetri dell’acquario. Ed è proprio in quest’ultimo caso che sono facilmente visibili le chioccioline mentre strisciano continuamente “pascolando”.

Il contesto si presta quindi molto bene all’osservazione ravvicinata delle chiocciole dall’esterno dell’acquario: microphonelens, fissata allo smartphone, viene adagiata praticamente sul lato esterno della lastra frontale dell’acquario; la sua distanza dal piede della chiacciola che striscia sul lato interno è quindi pari alla larghezza della lastra di vetro, cioè 5 mm, che è la distanza per la messa a fuoco.

 

La foto 1 della galleria mostra la chiocciola ripresa con la camera dello smartphone e nella foto 2 con il massimo ingrandimento digitale che si può impostare nella stessa camera.

Dalla foto 3 alla foto 6 invece si può vedere la chiocciola a maggiore ingrandimento grazie a microphonelens da 15X. Non c’è che dire: un netto miglioramento.

 

Grazie al video, ripreso sempre con microphonelens da 15X fissata alla camera dello smartphone, possiamo seguire molto bene le azioni compiute dalla chiocciola mentre “pascola”.

Da questa osservazione ravvicinata però non riesco a capire se l’esemplare di Physa sp. stia mangiando i filamenti di cianobatteri.

In alcune sequenze sembra che questi entrino nella bocca, ma non ho la sensazione che vengano effettivamente ingeriti.

Rimane quindi il dubbio che questa chiocciola si nutra di cianobatteri.

Sta di fatto però che l’incessante pascolo delle numerose chiocciole sulle diversi superifici dell’acquario, soprattutto le lastre di vetro, ha determinato la scomparsa in breve tempo delle patine di cianobatteri.

 

 

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