Alternanza Scuola Lavoro: La Fucina ed il Liceo Cattaneo a Castelfranco Emilia (Mo)

Alternanza Scuola Lavoro: La Fucina ed il Liceo Cattaneo a Castelfranco Emilia (Mo)

Continua il percorso di Alternanza Scuola lavoro che vede coinvolti 8 studenti del Liceo Cattaneo di Monselice (Liceo Scientifico e Liceo delle Scienze Umane). Il percorso di alta formazione vede coinvolti attivamente gli studenti in tutte le attività che riguardano la Fucina (a Scuola , grazie al coinvolgimento di tutor ed esperti, gli studenti si stanno formando sugli aspetti normativi e realizzano una UDa dedicata), tenendo sempre presente l’aspetto formativo ed educativo che ci contraddistingue (i ragazzi sono pur sempre adolescenti di 16/18 anni).

Quando pensiamo alla parola lavoro forse ci viene subito in mente l’idea di un operaio o di un manager aziendale, dimenticando che sono milioni i lavoratori coinvolti in attività di finalità esplicitamente educative (pensiamo agli stessi docenti), in tale direzione la Fucina delle Scienze è fortemente integrata nel tessuto economico e sociale del territorio su cui insiste.

Raccontiamo l’esperienza che ha visto coinvolte, in trasferta a Castelfranco Emilia , le 3 studentesse Anna, Francesca e Kamila.

L’articolo è a più voci.

A parlare è la maestra Serafina Dangelico, Animatore digitale dell’IC Guinizelli.

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PROGETTO MAKERDOJO creativo

L’IC. “G. Guinizelli” di Castelfranco Emilia è uno degli istituti vincitori del bando “Scuole digitali” emanato dalla “Fondazione Cassa di Risparmio di Cento”, avente come obiettivo quello di sostenere le scuola del territorio di riferimento nel miglioramento delle competenze digitali degli studenti delle scuole del primo ciclo (azioni#17,#18 e #20 del PNSD).Il bando mira, quindi a contribuire all’iniziativa nazionale di co-investimento per favorire il processo di evoluzione didattica nella scuola, con particolare riguardo all’alfabetizzazione digitale degli studenti, intesa ad aiutare i giovani a non essere solo consumatori digitali, ma sempre più a diventare attori in grado di produrre contenuti digitali.

Il progetto consiste in un percorso didattico, con forte orientamento alla pratica, rivolto a studenti del primo Ciclo d’istruzione (Infanzia-Primaria-Media) con difficoltà di apprendimento oppure provenienti da situazioni di disagio socio-economico. Consapevoli che anche se gli studenti di oggi vengono considerati “nativi digitali” essi ne sono fruitori passivi, l’intento è far entrare nella scuola la didattica digitale con uso delle nuove tecnologie e della robotica educativa e creativa. Questi ultimi, infatti hanno un grande impatto motivazionale e possono essere un grande supporto didattico permettendo l’acquisizione di autonomia sociale ed operativa.

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Per raggiungere lo scopo si è creata una rete di collaborazioni con esperti esterni, associazioni e aziende presenti non solo sul territorio locale ma anche nazionale, tra cui la Cooperativa sociale “Fucina delle scienze” di Monselice (PD).

Il MakerDojo creativo è organizzato con spazi attrezzati, all’interno dell’Ic G. Guinizelli, per attività di Tinkering e robotica creativa che contribuiscono a sviluppare il pensiero costruttivista e scientifico.

Il percorso laboratoriale si articola in 5 interventi a cadenza settimanale di due ore ciascuno: ogni studente ha quindi a disposizione un totale di 10 ore di lezione di tipo essenzialmente esperienziale; gli studenti con Bisogni Educativi Speciali lavorano con alcuni compagni di classe in Peer to peer e a turno uno diventa l’esperto e il tutor dell’altro.

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Il modulo rivolto ai ragazzi/e della scuola media è condotto dal prof. Alfonso D’Ambrosio affiancato dall’animatore digitale dell’istituto ins. Serafina Dangelico e si poteva immaginare che quello del prof D’Ambrosio sarebbe stato un intervento ricco e creativo, ma è andato oltre ogni aspettativa. L’aspetto innovativo del suo contributo è stato quello di offrire ad alcune studentesse del proprio istituto, l’opportunità di sperimentare le attività di “alternanza scuola lavoro” attraverso una modalità altamente formativa: co-condurre un laboratorio insieme al proprio prof. Infatti, nella lezione laboratoriale del 4 maggio 2017 tre studentesse dell’IIS Cattanei sono diventate le tutor dei ragazzi e guidate dal prof hanno sperimentato la strategia metodologica del Cooperative Learning, girando tra i gruppi di lavoro per fornire input circa la programmazione del robot Mbot. Si tratta di un percorso di “formazione…in azione”, studentesse che si formano formando a loro volta degli altri studenti (Peer tutoring). La valenza educativo-didattica di tal sperimentazione è stata apprezzata anche dal Dirigente scolastico Gianni Simonini, che ha manifestato l’auspicio di continuare a collaborare con esperienze così altamente formative ed innovative. L’animatore digitale ringrazia le studentesse e in primis il prof D’ambrosio per aver contribuito a rendere l’esperienza (o percorso) laboratoriale l’occasione di scambio di esperienze e competenze

A conclusione del progetto si organizzerà un convegno aperto alla cittadinanza con la presentazione di alcune buone pratiche di didattica digitale, con l’intervento delle tre studentesse che potranno condividere e raccontare la loro bella esperienza. (E’ Anche prevista l’organizzazione di workshop al parco “Ca Ranuzza” gestiti autonomamente dagli studenti che mostreranno le abilità e le competenze acquisite, attraverso la programmazione di alcuni robot).

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Cosa ne pensano Francesca, Anna e Kamila?

É stato particolare sia perché era la prima volta che noi ragazze lavoravamo con dei giovani, sia perché ci ha permesso di analizzare l’esperienza non solo dal punto di vista tecnologico e informatico, ma anche dal punto di vista educativo e sociale. Ci è stato infatti richiesto di prestare attenzione alle dinamiche all’interno della classe e a cercare di far lavorare i ragazzini in squadra, aiutandosi e confrontandosi l’un l’altro.

I robot utilizzati, Mbot di Makeblock, erano leggermente diversi da quelli usati da noi a Scuola; abbiamo seguito la loro costruzione e la loro programmazione. Prima, però, abbiamo spiegato ai ragazzini la struttura della scheda operativa dei robot(Arduino) e le funzionalità dei sensori che erano quello a ultrasuoni, il microfono e il sensore di linea. Dopodiché, abbiamo mostrato loro come far eseguire ai robot operazioni semplici, per esempio ruotare o muoversi in avanti o all’indietro. Poi abbiamo inserito elementi più complessi: per esempio, fare in modo che il robot, in base alla distanza che captava con oggetti esterni, emettesse suoni via via più acuti a mano a mano che vi si avvicinava. Inoltre, abbiamo programmato i robot affinché iniziassero a muoversi con un comando vocale o, in alternativa, che si muovessero solo quando il microfono captava dei suoni.

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I ragazzi si sono dimostrati aperti, molto incuriositi e disponibili a imparare, sebbene all’inizio fossero piuttosto spaesati e scoraggiati dall’apparente difficoltà di costruzione e programmazione dei macchinari. Mi ha colpito il fatto che per loro i robot rappresentassero un modo di studiare più materie contemporaneamente. Infatti, non sono stati affrontati argomenti unicamente riguardanti informatica e robotica, ma anche pertinenti alla fisica e alle scienze. Abbiamo parlato di raggio, circonferenza, baricentro, moto circolare e abbiamo fatto paragoni con l’orbita percorsa dai pianeti attorno al Sole.

É stata un’esperienza interessante e divertente, anche perché ci ha permesso di esplorare la scuola non solo dal punto di vista dello studente, ma anche dal punto di vista dell’insegnante!

Anna

È stato molto interessante vedere l’approccio dei bambini di fronte ai problemi, come trovare una soluzione al quesito, chiedendo anche l’opinione degli altri bambini. Alla fine, ce l’abbiamo fatta.
È stata un’esperienza davvero molto bella. I bambini erano curiosi e anche molto partecipanti. Inoltre, nel lavoro di gruppo erano molto bravi. Parlando con i bambini, siamo tornate anche noi a quell’età. Ci hanno detto cosa volevano fare da grandi, come il meccanico, o il calciatore.
Pensiamo che quest’esperienza sia stata meravigliosa, non solo perché abbiamo “lavorato”, e fatto nuove esperienze e in un luogo diverso, ma anche perché ci sono venuti in mente dei bellissimi ricordi delle scuole medie, e degli anni passati.

Francesca e Kamila

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