di Alfonso D’Ambrosio

alfonsodambrosio@yahoo.it

 

La prima parte dell’articolo prende ispirazione da quello di Sheena Vaidyanathan

https://www.edsurge.com/news/2016-08-06-what-s-the-difference-between-coding-and-computational-thinking.

Il pensiero computazionale è una strategia che usa molte delle gradi idee dell’informatica per risolvere i problemi.

Quando poniamo un problema, possiamo formularlo in maniera tale che esso possa essere risolto utilizzando un pc? Un “pensatore computazionale” è uno che raccoglie dati e li analizza per capire il problema. E’ la persona che scompone il problema in parti più semplici. Invece di risolvere solo quel problema, rimuove i dettagli insignificanti e lo astrae in maniera tale da risolvere tutto i problemi di quel tipo.  Definisce i passi per risolvere il problema (l’algoritmo) e se possibile, costruisce un modello per simulare, testare e mettere a punto la soluzione.

desmos2

Detto questo sorge spontanea una domanda: gli studenti devono imparare a programmare (coding) per imparare il pensiero computazionale? O meglio: è il coding la via privilegiata per lo sviluppo del pensiero computazionale?

Mentre per alcuni (penso ai tanti formatori in Italia) la risposta  è decisamente sì,  all’estero da tempo si va OLTRE IL CODING, guardando alla risoluzione del problema, più che al design e all’impelementazione di tale problema in codici.

Il coding è sicuramente un modo divertente per imparare il pensiero computazionale, ma non è l’unico.

La matematica (e non solo essa) ci offre una serie di spunti per sviluppare attività che non richiedono la scrittura di un codice (parliamo di informatica in senso stretto), ma che hanno un pensiero, un approccio simile a quello computazionale.

Oggi vi presento un programma online, un utile strumento per “congetturare, argomentare, dimostrare”. Si chiama Desmos.

Nelle intenzioni dei creatori (si veda Dany Maknouz  http://aulascienze.scuola.zanichelli.it/come-te-lo-spiego/2016/11/04/unaula-digitale-per-la-matematica-ecco-a-voi-desmos/) si consiglia ai docenti, per la progettazione delle attività di:

– richiedere un’analisi informale del problema prima di quella formale (stimare prima di calcolare, congetturare prima di dimostrare, abbozzare schizzi prima di tracciare grafici, trovare regole verbali prima di quelle algebriche, usare il linguaggio comune prima di quello scolastico);
– collegare diverse forme di rappresentazione (tabelle, equazioni, grafici, ma anche “contesto”);
– produrre nello studente un conflitto cognitivo (per esempio, invitandolo a fare previsioni e evidenziando le diverse opinioni dei vari studenti, cioè provocandolo cognitivamente per motivarlo all’apprendimento).

 

La modellizzazione di un fenomeno, inteso come l’esame e la lettura del problema, la sua scomposizione in parti semplici, la traduzione in un linguaggio (sia esso matematico o un codice, poco importa), la scomposizione in problemi più semplici, trascurando i dettagli (pur importanti…), l’interpretazione dei risultati nel mondo reali, è quello che oggi si chiama pensiero computazionale, ma che da anni veniva svolto in ambito STEM, senza troppi clamori.

Nulla di nuovo all’orizzonte quindi!!!!!!!!!!

 

Vediamo qualche attività con Desmos, che ho trovato assolutamente stimolante.

desmos2

La prima si chiama Charge e riguarda una lezione dove gli studenti devono analizzare i dati di ricarica di uno smartphone, prevedere quanto tempo avverrà la ricarica e creare quindi un modello matematico.

Ovviamente non potevo non fare l’esperimento reale e così mi sono procurato uno smartphone, un cronometro ed un carica batteria. Ho segnato la percentuale di ricarica in funzione del tempo, chiedendo agli studenti di congetturare una possibile relazione tra % di carica e tempo.

desmos6

L’attività su Desmos è reperibile al seguente link

https://teacher.desmos.com/activitybuilder/custom/563a59893f80f2fd0b7c77f0

 

L’attività è divisa in 9 fasi.

SI passa dalla previsione del fenomeno, ad uno schizzo della relazione matematica tra % di carica e tempo, alla costruzione di un modello, all’uso del modello, all’interpretazione dei parametri, alla fase di riflessione ed alla generalizzazione del fenomeno.

desmos3

desmos4

La seconda attività, ancor più bella della prima, riguarda la costruzione di un modello matematico del numero di monete di un diametro variabile contenute in un’area di una figura fissata.

L’attività è qui reperibile: https://teacher.desmos.com/activitybuilder/custom/586ab17c2f8cd5bc3bcaf259

desmos5

Anche qui le fasi sono 9: dalla previsione (con video) del fenomeno sperimentale, alla raccolta dati, alla costruzione del modello, al raccordo con la previsione, fino alla spiegazione di nuovi fenomeni.

 

E se volessimo farlo dal vivo?

In questi casi suggerisco di utilizzare dei semplici mattoncini da costruzione.

Fissare un’area rettangolare e determinare quanti mattoncini di area fissata sono contenuti all’interno di tale area.

desmos7

Qualcuno potrebbe provare a simulare queste attività con qualche decine di linea di codice, decidendo di sostituire l’esplorazione di fenomeni reali, la manipolazione di oggetti fisici, a dei surrogati digitali.

C’è poi chi decide di credere o far credere che il coding sia la via privilegiata per sviluppare il pensiero computazionale, la marcia in più per arrivare alla costruzione di un modello oggettivo della realtà. (dimenticando che già 400 anni fa Descartes, Galilei, Newton, avevano affrontato lo studio dei fenomeni reali fornendo approssimazioni via via più realistiche, dal punto materiale al sistema di riferimento cartesiano alla dinamica dei corpi estesi in rotazione, per spiegare il moto degli oggetti celesti), tralasciando o fingendo di tralasciare quanto già si fa da tempo nelle discipline STEM (che ricordo sono la grande sfida didattica!!).

Sta a noi e solo a noi educatori decidere di guardare oltre l’orizzonte e scegliere senza farsi scegliere (restituendo ai nostri studenti l’opportunità di essere creatori, di risolvere problemi, a prescindere se si utilizza la tecnologia o meno!)!

 

Ps dall’articolo originale si segnalano anche attività di pensiero computazionale che riguardano l’arte, la Storia, la Scienza, le Scienze sociali….non solo coding quindi

 

Pps Desmos è scaricabile anche come App per IOS e Android.

Vai alla barra degli strumenti