di Alfonso D’Ambrosio e Chiara Pistore

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Il giorno 10/06 si è svolto presso la scuola dell’infanzia paritaria “S. Giuseppe” di Lozzo Atestino, un laboratorio esplorativo con l’utilizzo della BlueBot.

I bambini nelle rispettive sezioni, sono stati divisi per gruppi di età, rispettivamente cinque, quattro e tre anni. A turno ogni gruppo ha inizialmente provato la BlueBot in modo libero e autonomo, cercando di capirne il funzionamento. Successivamente, con l’aiuto dell’educatrice responsabile del progetto e di due stagiste in Alternanza Scuola Lavoro del Liceo socio psicopedagogico “I.I.S.Cattaneo” di Monselice (Pd), i bambini hanno direzionato la BlueBot su un percorso tracciato su un cartellone che  aveva come leitmotiv forme geometriche, colori e grandezze. I bambini di varie età sono riusciti a percorrere tutto il cartellone con la Bluebot e i bambini più piccoli sono stati aiutati dai più grandi. Tutti sono stati coinvolti e motivati dall’attività.

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Cartellone per lo svolgimento dell’attività 

 

A nostra sorpresa nel pomeriggio alcuni bambini di cinque anni hanno rappresentato l’attività svolta con un disegno, per esprimere il loro entusiasmo.

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Educatrice che guida i bambini all’utilizzo della BlueBot

Qui di seguito sono riportati i due commenti delle stagiste sull’attività svolta.

“…È stato preparato un cartellone nel quale è stato tracciato un ‘pavimento piastrellato’ accompagnato da figure geometriche, alberi, case e colori. I bambini, attraverso l’utilizzo della BlueBot, dovevano far raggiungere alla piccola apina l’ape più grande cercando di ‘raccogliere’ più oggetti possibili. L’attività, che ha coinvolto bambini in età compresa tra i 3 e i 5 anni, è stata svolta da un gruppo alla volta (rispettivamente gruppo di grandi,di medi, di piccoli) e poi un bambino volontario avrebbe aiutato i compagni più piccoli, cercando di spiegare come doveva svolgersi il gioco. Così facendo i bambini hanno potuto inconsciamente rafforzare i concetti destra, sinistra, su , giù, hanno potuto ripassare i colori già imparati, i nomi delle figure geometriche ,i numeri e soprattutto  hanno collaborato .

 Per cui hanno lavorato sul pensiero astratto, sul meccanismo della familiarizzazione e sulla socializzazione  divertendosi! “ Marianna

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“…I bambini sono apparsi sin da subito stupiti e incuriositi, soprattutto alla vista della BlueBot. Alcuni volevano provare sin da subito e si sono resi disponibili a provare immediatamente e ad aiutare gli altri compagni;altri erano più timidi, ma con un po’ d’incoraggiamento hanno voluto provare anche loro.

I bambini poi si differenziavano nel lavoro di squadra, più in particolare i maschi tendevano a lavorare per conto loro, ma se gli si chiedeva di aiutare i compagni lo facevano senza alcun tipo di problema, invece le bambine tendevano a cercare aiuto ed erano più propense al lavoro di squadra rispetto ai maschi.

I bambini cercavano aiuto soprattutto quando dovevano contare le caselle e direzionare la BlueBot per farla girare e tornare indietro, ma in linea di massima , una volta capito il meccanismo, si sentivano più sicuri e provavano senza aiuti; anche se un comando veniva dato in modo errato comunque si faceva capire loro che potevano riprovare e perciò si sentivano più stimolati se dovevano rimediare ad un errore.

Dal punto di vista didattico, l’attività è stata ritenuta piacevole e interessante. I bambini hanno potuto rafforzare inconsciamente alcuni concetti in modo divertente: il nome di figure geometriche,i colori, i numeri, le direzioni. Oltre a rafforzare i concetti hanno potuto familiarizzare e questo è stato possibile grazie alla condivisione dell’esperienza.

I bambini hanno lavorato a turno suddivisi in gruppi, hanno manovrato autonomamente la BlueBot aumentando l’attenzione, la concentrazione e l’intuizione.

Noi stagiste abbiamo imparato che per lavorare coi bambini c’è bisogno di molta preparazione e organizzazione ma siamo felici e soddisfatte di aver partecipato attivamente ad un’attività così interessante e stimolante. Abbiamo potuto vedere coi nostri occhi i comportamenti e le reazioni di bambini verificando ciò che avevamo imparato dai libri scolastici. “ Lara

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L’attività in esame non ha permesso di sviluppare tutte le potenzialità della BlueBot, in particolare quelle relative alla programmazione, in quanto è durata una sola giornata e andrebbe contestualizzata in un percorso più ampio.

I bambini , però, si sono confrontati con concetti quali spazialità, numeri, forme e colori. Hanno lavorato in gruppi, confrontandosi e cercando insieme soluzioni.

L’attività è stata di forte stimolo, poi, per le maestre ed è servita ad attivare un percorso di formazione virtuoso con esse e con le studentesse in Alternanza Scuola Lavoro.

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